Appunto. Si prova di dormire ma si riesce a fatica.
Per fortuna ci attende una bella camera all'Hilton!
Atterriamo abbastanza puntuali, mi sembra con solo una decina di minuti di ritardo.
Come solito velocissimo il ritiro dei bagagli. Usciamo.
Andiamo alla pensilina dove passano tutti gli shuttle degli hotel, quello dell'Hilton ci passa proprio sotto al naso. Pazienza, aspetteremo il prossimo. Circa 15 minuti dopo arriva.
L'hotel è molto più vicino rispetto a quello di quando siamo arrivati. E' enorme. Sono da poco passate le sette.
Per scrupolo chiediamo se si può fare check in ma ci dicono che dobbiamo aspettare le 8.
Così ci mettiamo a sedere e facciamo colazione. Giusto giusto.
Alle otto ci danno la nostra camera e saliamo. Doccia e letto. Io dormo fino quasi a mezzogiorno.
Dopo ci guardiamo perfino Die Hard 2 alla tv.
Poi ci prepariamo e alle quattro facciamo check-out.
Aspettiamo la navetta (che ci metterà un po' ad arrivare). Il nostro più che messicano autista ci scarica davanti agli imbarchi dell'American. Provo a stampare i boarding ma di da solo quello per Londra e non la seconda tratta. L'addetto ci dice di andare al banco nell'altra sala e così facciamo. Prima però lasciamo i bagagli.
I controlli all'ingresso anche qui velocissimi (e se fossimo terroristi?).
Dentro ci dirigiamo subito al nostro terminal di imbarco.
Visto il largo anticipo, ci sediamo a mangiare due pizzette con un paio di birre.
Finalmente arriva il momento dell'imbarco, c'è ovviamente un sacco di gente. Ma noi siamo in Premium...Wow!
Sedili larghi e comodi, due posti vicini. La busta dell'ospitalità contiene: coperta, ciabattine, calzini, cuffia stereo e un piccolo beauty (tappi per orecchie, dentifricio e spazzolino, mascherina per gli occhi, burrocacao e crema mani!).
Ci servono subito da bere e poi arriva il cibo che non è eccezionale ma comunque accettabile.
Mi sparo un paio di film e poi provo a dormire ma è difficile.
Comunque per fortuna passano anche queste 11 ore...
Arriviamo a Londra e con calma (tanto abbiamo quasi otto ore di scalo!) ci dirigiamo al terminal.
Soliti controlli che solo qui fanno e poi girovaghiamo un po'.
Proviamo a riposarci sulle poltrone reclinate ma sono scomodissime quasi come essere in aereo!
Mauro stranamente non vuole mangiare niente. Io alla fine riesco a dormire un'oretta sdraiata su un divanetto.
L'aereo alla fine è un po' in ritardo. Ancora poco e ce l'abbiamo fatta però vuole dire anche che è finita...
Sbarco a Bologna e questa volta le valige ci sono!
Essendo uno degli ultimi arrivi quasi tutti si dirigono a prendere il taxi per cui la paura è di rimanere a terra per ore. In realtà i taxi arrivano uno dopo l'altro, probabilmente si passano la voce perché siamo in bel po' di persone ad aspettare.
Tempo 15 minuti e tocca a noi. Arriviamo in via Gemito che sono circa le 11,15.
Come detto a Mauro io appoggio la valigia, mi spoglio e mi lavo la faccia poi mi fiondo a letto.
Alle 6 c'è la sveglia per andare a lavorare!! Non scherzo mica io!
Notte.
martedì 4 settembre 2018
lunedì 3 settembre 2018
Aloha again!
Stamattina l'ultima colazione la facciamo con l'ultimo buono spesa da Maui Brewing Co.
Scarso e costoso ma buono.
Con calma trascorriamo la mattinata preparando tutta la nostra roba. Poi check out verso mezzogiorno.
Come deciso ci dirigiamo all'Ala Moana Shopping Center. Una città.
I negozi sono stra-costosi. Passeggiamo come fanno tutti gli altri (dentro a comprare solo pochi china e jap).
Sosta cibo da Bubba. Facciamo un sacco di chiacchiere con il cameriere che vuole venire a visitare Bologna.
Prima di andare via compro la mia maglietta ricordo: Hawaii 5 0!
Ora ci dirigiamo in aeroporto, primo step lasciare la nostra macchina.
Dopo a piedi andiamo a cercare dove si entra per il check-in. Panico. Alle solite macchinette ci pesa i bagagli e dice che quello di Mauro è 55 libbre invece di 50 e bisogna pagare. Ma come?? All'andata nessuno ha detto niente (anche perché il mio invece pesa molto di meno!) e adesso?
L'unica cosa da fare è togliere qualcosa da lui e metterlo da me e così facciamo dopo vari scancheramenti. Consegniamo le valige e ci apprestiamo a fare i controlli. Che sono pressoché inesistenti come nelle altre isole.
Entriamo e iniziamo a girovagare anche se sappiamo benissimo che l'aeroporto di Honolulu non è grande e andiamo a cercare la nostra gate. Gironzoliamo ancora un po' poi ci sediamo a bere due birre al bancone di un bar.
Poi andiamo a sederci al gate in attesa dell'imbarco.
Mauro si incollassa mentre io scrivo un po' sul blog.
Arrivano le sette e considerando che alle 8 dovrebbero iniziare a chiamare mi sembra strano non ci sia ancora nessuno al banco. Di gente ne è arrivata ma mi sembra un po' poca per un volo verso Los Angeles. Boh, aspettiamo e vediamo cosa succede.
Dopo poco però mi viene un dubbio...sta a vedere che hanno cambiato il gate di imbarco e non lo abbiamo sentito...Mi alzo e vado a controllare: infatti al 2 dove siamo seduti noi il volo è per Las Vegas, il nostro lo hanno spostato all'uno!
Ci precipitiamo (è comunque lì di fianco) che c'è già un mucchio di gente in attesa e in fila al banco.
Noi dobbiamo chiedere se ci mettono vicini perché quando ho fatto il check-in on line non c'erano posti se non a pagamento.
Siamo fortunati: la hostess in quattro e quattr'otto senza spiaccicare parola ci emette i boarding nuovi!
Siamo in fila 16, davanti. Poco dopo inizia l'imbarco.
Gli aerei Hawaiian sono tutti abbastanza nuovi e sono molto spaziosi. L'unica pecca è che non c'è servizio. Però noi cerchiamo di dormire anche se è dura.
Arriveremo a Los Angeles domani mattina alle 6,30.
Scarso e costoso ma buono.
Con calma trascorriamo la mattinata preparando tutta la nostra roba. Poi check out verso mezzogiorno.
Come deciso ci dirigiamo all'Ala Moana Shopping Center. Una città.
I negozi sono stra-costosi. Passeggiamo come fanno tutti gli altri (dentro a comprare solo pochi china e jap).
Sosta cibo da Bubba. Facciamo un sacco di chiacchiere con il cameriere che vuole venire a visitare Bologna.
Prima di andare via compro la mia maglietta ricordo: Hawaii 5 0!
Ora ci dirigiamo in aeroporto, primo step lasciare la nostra macchina.
Dopo a piedi andiamo a cercare dove si entra per il check-in. Panico. Alle solite macchinette ci pesa i bagagli e dice che quello di Mauro è 55 libbre invece di 50 e bisogna pagare. Ma come?? All'andata nessuno ha detto niente (anche perché il mio invece pesa molto di meno!) e adesso?
L'unica cosa da fare è togliere qualcosa da lui e metterlo da me e così facciamo dopo vari scancheramenti. Consegniamo le valige e ci apprestiamo a fare i controlli. Che sono pressoché inesistenti come nelle altre isole.
Entriamo e iniziamo a girovagare anche se sappiamo benissimo che l'aeroporto di Honolulu non è grande e andiamo a cercare la nostra gate. Gironzoliamo ancora un po' poi ci sediamo a bere due birre al bancone di un bar.
Poi andiamo a sederci al gate in attesa dell'imbarco.
Mauro si incollassa mentre io scrivo un po' sul blog.
Arrivano le sette e considerando che alle 8 dovrebbero iniziare a chiamare mi sembra strano non ci sia ancora nessuno al banco. Di gente ne è arrivata ma mi sembra un po' poca per un volo verso Los Angeles. Boh, aspettiamo e vediamo cosa succede.
Dopo poco però mi viene un dubbio...sta a vedere che hanno cambiato il gate di imbarco e non lo abbiamo sentito...Mi alzo e vado a controllare: infatti al 2 dove siamo seduti noi il volo è per Las Vegas, il nostro lo hanno spostato all'uno!
Ci precipitiamo (è comunque lì di fianco) che c'è già un mucchio di gente in attesa e in fila al banco.
Noi dobbiamo chiedere se ci mettono vicini perché quando ho fatto il check-in on line non c'erano posti se non a pagamento.
Siamo fortunati: la hostess in quattro e quattr'otto senza spiaccicare parola ci emette i boarding nuovi!
Siamo in fila 16, davanti. Poco dopo inizia l'imbarco.
Gli aerei Hawaiian sono tutti abbastanza nuovi e sono molto spaziosi. L'unica pecca è che non c'è servizio. Però noi cerchiamo di dormire anche se è dura.
Arriveremo a Los Angeles domani mattina alle 6,30.
domenica 2 settembre 2018
Ultimo giorno
Anche stamani facciamo colazione al caffé.
Poi ci dirigiamo verso Diamond Head, non è tardissimo, saranno appena passate le nove.
Bene, il parcheggio è al completo!
Torniamo giù e parcheggiamo nel parcheggio del campus. In effetti non è molto lontano.
Anche qui c'è una gran confusione e un sacco di gente. Però il panorama ripaga dall'affollamento!
E' già molto caldo anche oggi e praticamente ci si scioglie...le scale poi sono la botta finale!
Tornati giù rientriamo in albergo, ci sdocciamo e ci riposiamo un pochino.
Poi ci dirigiamo in spiaggia speranzosi di fare un ultimo bagnetto (anche se nelle acque di Waikiki).
Camminiamo lungo la costa fino all'Hilton e alla sua laguna.
Che tristezza pensare di passare le vacanze dentro a un posto così quando fuori c'è così tanta bellezza!! Va be, questo è un altro discorso.
Gironzoliamo tra spiaggia e negozietti e alla fine trascorriamo il resto del pomeriggio in piscina da noi.
sabato 1 settembre 2018
Azzurro e sole
Oggi come deciso andiamo diretti alla baia per affittare i kayak.
Però facciamo una bella colazione al Caffé lì dal nostro albergo: bei piatti abbondanti e buoni.
Partiamo. E' sabato e c'è meno traffico lavorativo quindi decidiamo per l'autostrada.
Arriviamo presto, alle nove e mezza siamo già a ritirare il nostro mezzo.
Partiamo, non tanto convinti di riuscire a farcela: sembrano così lontani quei puntini che dovrebbe essere barche già ormeggiate sulla sandbar!
Mauro inizia a pagaiare mentre io ovviamente non servo a niente. Ogni tanto ci provo però.
Alla fine Mauro avrà una vescica tra il pollice e l'indice perché sul remo c'è un bordino.
Comunque dopo circa quarantacinque minuti arriviamo (la signora ci aveva detto circa mezz'ora!!).
Io scendo appena vedo che l'acqua è bassa, mi arriva alle cosce. Sono le dieci e mezza e il punto più basso della marea dovrebbe essere intorno a mezzogiorno (che noi non vedremo perché andiamo via prima).
Non avendo preso l'ancora Mauro fa una gran fatica a starmi dietro e ci perdiamo...allora prendo il kayak e lo guido tanto è leggerissimo sull'acqua.
Ci addentriamo sulla sandbar già presa d'assalto da una trentina di jap infoiatissimi e urlanti.
Per il resto c'è una coppia di ragazzi con kayak e un barchino con quattro persone. In lontananza si vedono altre barche.
Dopo un po' scende anche Mauro e camminiamo di fianco al kayak per non perderlo. Facciamo foto.
Facciamo Ohhhh! E' bellissimo.
Arriviamo sull'orlo del reef e proviamo a fare un po' di snorkelling.
Siamo però troppo vicini ai jap che in cordata (!!??) e tutti bardati di giubbotti di salvataggio fanno scappare l'unica tartaruga che Mauro aveva visto.
Il reef è un po' rovinato, si vedono numerosi punti morti. Peccato. Soliti pescini.
Dopo un po' decidiamo di tornare prima perché si sta rannuvolando.
Riconsegnato il kayak ci sdocciamo con il tubo che è disponibile e poi ci andiamo a cambiare nei bagni del parco.
Il resto della giornata è un on the road lungo tutta la costa a nord fino a raggiungere Haleiwa dove facciamo una fila di quasi un'ora per mangiare i gamberi di Giovanni.
Il percorso è un susseguirsi di spiagge, parchi e scogliere. Visto che questo è il week end del Labour Day quasi dovunque la gente si è già accampata con tende e bbq e si organizzano feste e giochi.
Dopo i gamberi ci dirigiamo verso Honolulu e sulla strada ci fermiamo alla Dole Plantation dove facciamo un po' di acquisti e mangiamo un gelato all'ananas.
La sera di nuovo in birreria (con il nostro buono).
Però facciamo una bella colazione al Caffé lì dal nostro albergo: bei piatti abbondanti e buoni.
Partiamo. E' sabato e c'è meno traffico lavorativo quindi decidiamo per l'autostrada.
Arriviamo presto, alle nove e mezza siamo già a ritirare il nostro mezzo.
Partiamo, non tanto convinti di riuscire a farcela: sembrano così lontani quei puntini che dovrebbe essere barche già ormeggiate sulla sandbar!
Mauro inizia a pagaiare mentre io ovviamente non servo a niente. Ogni tanto ci provo però.
Alla fine Mauro avrà una vescica tra il pollice e l'indice perché sul remo c'è un bordino.
Comunque dopo circa quarantacinque minuti arriviamo (la signora ci aveva detto circa mezz'ora!!).
Io scendo appena vedo che l'acqua è bassa, mi arriva alle cosce. Sono le dieci e mezza e il punto più basso della marea dovrebbe essere intorno a mezzogiorno (che noi non vedremo perché andiamo via prima).
Non avendo preso l'ancora Mauro fa una gran fatica a starmi dietro e ci perdiamo...allora prendo il kayak e lo guido tanto è leggerissimo sull'acqua.
Ci addentriamo sulla sandbar già presa d'assalto da una trentina di jap infoiatissimi e urlanti.
Per il resto c'è una coppia di ragazzi con kayak e un barchino con quattro persone. In lontananza si vedono altre barche.
Dopo un po' scende anche Mauro e camminiamo di fianco al kayak per non perderlo. Facciamo foto.
Facciamo Ohhhh! E' bellissimo.
Arriviamo sull'orlo del reef e proviamo a fare un po' di snorkelling.
Siamo però troppo vicini ai jap che in cordata (!!??) e tutti bardati di giubbotti di salvataggio fanno scappare l'unica tartaruga che Mauro aveva visto.
Il reef è un po' rovinato, si vedono numerosi punti morti. Peccato. Soliti pescini.
Dopo un po' decidiamo di tornare prima perché si sta rannuvolando.
Riconsegnato il kayak ci sdocciamo con il tubo che è disponibile e poi ci andiamo a cambiare nei bagni del parco.
Il resto della giornata è un on the road lungo tutta la costa a nord fino a raggiungere Haleiwa dove facciamo una fila di quasi un'ora per mangiare i gamberi di Giovanni.
Il percorso è un susseguirsi di spiagge, parchi e scogliere. Visto che questo è il week end del Labour Day quasi dovunque la gente si è già accampata con tende e bbq e si organizzano feste e giochi.
Dopo i gamberi ci dirigiamo verso Honolulu e sulla strada ci fermiamo alla Dole Plantation dove facciamo un po' di acquisti e mangiamo un gelato all'ananas.
La sera di nuovo in birreria (con il nostro buono).
venerdì 31 agosto 2018
Giornata Magnum PI
La giornata inizia come solito, non mi dilungo.
Puntiamo sempre alla costa est cercando di schivare l'autostrada.
Prima cerco di trovare la spiaggetta di Magnum: c'è un piccolo parcheggio, bagno, docce e tavoli da pic-nic. La spiaggetta (Kaiona Beach Park) è minuscola ma deliziosa. Ci ripromettiamo di tornare nel pomeriggio.
Proseguiamo verso nord: sono curiosa di andare a vedere la baia di Kaneohe per fare il giro in kayak. Arriviamo al parco statale di He'eia dove c'è la compagnia di noleggio che avevo trovato.
Chiediamo info, non sono molto convinta e Mauro non aiuta.... Vedremo di venire qui direttamente domani mattina.
Ritorniamo sui nostri passi e la prossima tappa Magnum è il tempio Byodo. Ovviamente Mauro non sa cosa sia...
Torniamo in strada e adesso ci meritiamo un bagnetto. Cerchiamo di parcheggiare a Lanikai e con grande fortuna un buchino lo troviamo.
Scesi in spiaggia ci vediamo per una oretta in bagnetti, foto e asciugatura. La gag del giorno sono Paolo e la sua ragazza.
Ritorniamo in macchina per fermarci come deciso a Kaiona. Ci sono un bel po' di indigeni, famigliole con bambini ma anche qualche turista. Anche qui sguazziamo un po' e ci riposiamo. Poi facciamo la doccia e ci cambiamo diretti verso l'albergo.
Sulla strada facciamo uno stop al Pali lookout (wow) e poi al cimitero del Pacifico.
Ritorniamo presto (traffico permettendo!) perché stasera vogliamo cenare da Duke.
Infatti arriviamo che per fortuna c'è ancora posto e ci fanno accomodare subito, non in un posto bellissimo ma comunque va bene. C'è la musica dal vivo e presto intonano "White sandy beach", una delle mie preferite cantata anche da IZ.
I piatti sono buoni e finiamo in bellezza con la mitica Hula pie!
Puntiamo sempre alla costa est cercando di schivare l'autostrada.
Prima cerco di trovare la spiaggetta di Magnum: c'è un piccolo parcheggio, bagno, docce e tavoli da pic-nic. La spiaggetta (Kaiona Beach Park) è minuscola ma deliziosa. Ci ripromettiamo di tornare nel pomeriggio.
Proseguiamo verso nord: sono curiosa di andare a vedere la baia di Kaneohe per fare il giro in kayak. Arriviamo al parco statale di He'eia dove c'è la compagnia di noleggio che avevo trovato.
Chiediamo info, non sono molto convinta e Mauro non aiuta.... Vedremo di venire qui direttamente domani mattina.
Ritorniamo sui nostri passi e la prossima tappa Magnum è il tempio Byodo. Ovviamente Mauro non sa cosa sia...
Scesi in spiaggia ci vediamo per una oretta in bagnetti, foto e asciugatura. La gag del giorno sono Paolo e la sua ragazza.
Ritorniamo in macchina per fermarci come deciso a Kaiona. Ci sono un bel po' di indigeni, famigliole con bambini ma anche qualche turista. Anche qui sguazziamo un po' e ci riposiamo. Poi facciamo la doccia e ci cambiamo diretti verso l'albergo.
Sulla strada facciamo uno stop al Pali lookout (wow) e poi al cimitero del Pacifico.
Ritorniamo presto (traffico permettendo!) perché stasera vogliamo cenare da Duke.
Infatti arriviamo che per fortuna c'è ancora posto e ci fanno accomodare subito, non in un posto bellissimo ma comunque va bene. C'è la musica dal vivo e presto intonano "White sandy beach", una delle mie preferite cantata anche da IZ.
I piatti sono buoni e finiamo in bellezza con la mitica Hula pie!
giovedì 30 agosto 2018
Pearl Harbor
Oggi è dedicato alla visita del sito di Pearl Harbor.
Ci mettiamo un po' ad arrivare perché c'è un traffico pazzesco e solo per imboccare l'autostrada è il delirio.
Comunque arriviamo intorno alle nove, c'è gente ma il parcheggio è ancora mezzo vuoto.
Il biglietto di ingresso... be', è un po'esagerato ma capisco che per mantenerle un posto del genere occorrano fondi.
Iniziamo la visita dal sottomarino Bowfin. Incredibile come vivevano quei poveri soldati, anche se adesso credo non sia migliorata molto la situazione.
Non potremo andare sull'Arizona che si vede al di là della baia. Visitiamo il piccolo museo tutto dedicato ai sottomarini.
Poi con la navetta ci portano dove è ormeggiata la Mighty MO, ovvero la corazzata Missouri che è all'interno della base militare.
Davvero impressionante! Qui fino agli anni novanta quando fu usata per la guerra del Golfo, abitavano 5000 persone!!
La nave è un luogo storico perché è sul suo ponte che venne firmata la resa del Giappone in quanto si trovava ormeggiata a Tokio.
Dopo aver vagabondato per un po' nella pancia della nave, la navetta ci porta agli hangar dove c'è una discreta raccolta di aerei.
Un po' stanchi e affamati usciamo da Pearl Harbor e ci dirigiamo a nord lungo la costa: diverse spiagge ma non da paragonare alla costa est. E qui ci sono più senzatetto che vivono in tende o baracche e anche molta più sporcizia. Ci fermiamo a mangiare in un piccolo diner lungo la strada dove una cameriera un po' sbrigativa ci fa capire che voleva chiudere ( è l'una e un quarto e l'orario di chiusura sarebbe le due!). Comunque ci dà da mangiare e poco dopo arriva anche un altro avventore.
Proseguiamo fino alla fine della strada asfaltata. La costa qui è un po' più selvaggia.
Notiamo anche qui un sacco di quegli animaletti rossi: scopro che sono manguste indiane portate qui dagli inglesi per fare fuori i topi ma che alla fine si sono diffuse e moltiplicate.
Torniamo sempre con grande fatica per via del traffico in hotel.
Prima di mangiare proviamo ad andare a vedere lo spettacolo sotto al grande banyan vicino alla statua di Duke ma è affollatissimo e non è niente di spettacolare.
Solita serata in birreria.
Ci mettiamo un po' ad arrivare perché c'è un traffico pazzesco e solo per imboccare l'autostrada è il delirio.
Comunque arriviamo intorno alle nove, c'è gente ma il parcheggio è ancora mezzo vuoto.
Il biglietto di ingresso... be', è un po'esagerato ma capisco che per mantenerle un posto del genere occorrano fondi.
Iniziamo la visita dal sottomarino Bowfin. Incredibile come vivevano quei poveri soldati, anche se adesso credo non sia migliorata molto la situazione.
Non potremo andare sull'Arizona che si vede al di là della baia. Visitiamo il piccolo museo tutto dedicato ai sottomarini.
Poi con la navetta ci portano dove è ormeggiata la Mighty MO, ovvero la corazzata Missouri che è all'interno della base militare.
Davvero impressionante! Qui fino agli anni novanta quando fu usata per la guerra del Golfo, abitavano 5000 persone!!
La nave è un luogo storico perché è sul suo ponte che venne firmata la resa del Giappone in quanto si trovava ormeggiata a Tokio.
Dopo aver vagabondato per un po' nella pancia della nave, la navetta ci porta agli hangar dove c'è una discreta raccolta di aerei.
Un po' stanchi e affamati usciamo da Pearl Harbor e ci dirigiamo a nord lungo la costa: diverse spiagge ma non da paragonare alla costa est. E qui ci sono più senzatetto che vivono in tende o baracche e anche molta più sporcizia. Ci fermiamo a mangiare in un piccolo diner lungo la strada dove una cameriera un po' sbrigativa ci fa capire che voleva chiudere ( è l'una e un quarto e l'orario di chiusura sarebbe le due!). Comunque ci dà da mangiare e poco dopo arriva anche un altro avventore.
Proseguiamo fino alla fine della strada asfaltata. La costa qui è un po' più selvaggia.
Notiamo anche qui un sacco di quegli animaletti rossi: scopro che sono manguste indiane portate qui dagli inglesi per fare fuori i topi ma che alla fine si sono diffuse e moltiplicate.
Torniamo sempre con grande fatica per via del traffico in hotel.
Prima di mangiare proviamo ad andare a vedere lo spettacolo sotto al grande banyan vicino alla statua di Duke ma è affollatissimo e non è niente di spettacolare.
Solita serata in birreria.
mercoledì 29 agosto 2018
Hanaouma Bay
Stamattina dovevamo alzarci presto ma tra una cosa e l'altra partiamo in netto ritardo sulla tabella di marcia e arriviamo al parco alle otto.
In più bisogna per forza guardate il video esplicativo che dura 15minuti...
In più appena arriviamo iniziata piovere.
E poi la mattina è iniziata con la domanda: cosa siamo venuti a fare??
Va be', per fortuna poi la giornata volge al meglio. Andiamo in fondo in fondo alla baia perché davanti è già inaffrontabile alle nove di mattina. Ci prepariamo e ci tuffiamo. Io però rimango poco perché, a parte i soliti pescini ce n'è uno che mi segue!! Mi fa paura, sembra quasi che mi voglia attaccare, lo dico con Mauro e lui si mette a ridere. Dopo un po' esce dall'acqua e mi fa: un pesce mi ha morso il sedere!
Ecco, visto? Lui sta in acqua di più e arriva fino al bordo del reef.
Andiamo a fare la doccia e ci vestiamo.
Lungo la costa verso nord.
Il piccolo Trail che mi ero ripromessa di fare salta per mancanza di voglia.
Arriviamo fino a Waimanalo e poi torniamo indietro e ci fermiamo a fare colazione a Lanikai.
Un posto molto alla mano e mangiamo bene.
Torniamo verso Waikiki e decidiamo di fermarci a Diamond Head Beach. È una spiaggia in po' selvaggia, amata dai locali che praticano surf e windsurf. Infatti tira molto vento e ci sono belle onde. Stiamo un po' a cazzeggiare poi torniamo in albergo.
Ci cambiamo e facciamo un giretto per il Market Place per decidere un po' i regali.
Poi cena in birreria.
In più bisogna per forza guardate il video esplicativo che dura 15minuti...
In più appena arriviamo iniziata piovere.
E poi la mattina è iniziata con la domanda: cosa siamo venuti a fare??
Va be', per fortuna poi la giornata volge al meglio. Andiamo in fondo in fondo alla baia perché davanti è già inaffrontabile alle nove di mattina. Ci prepariamo e ci tuffiamo. Io però rimango poco perché, a parte i soliti pescini ce n'è uno che mi segue!! Mi fa paura, sembra quasi che mi voglia attaccare, lo dico con Mauro e lui si mette a ridere. Dopo un po' esce dall'acqua e mi fa: un pesce mi ha morso il sedere!
Ecco, visto? Lui sta in acqua di più e arriva fino al bordo del reef.
Andiamo a fare la doccia e ci vestiamo.
Lungo la costa verso nord.
Il piccolo Trail che mi ero ripromessa di fare salta per mancanza di voglia.
Arriviamo fino a Waimanalo e poi torniamo indietro e ci fermiamo a fare colazione a Lanikai.
Un posto molto alla mano e mangiamo bene.
Torniamo verso Waikiki e decidiamo di fermarci a Diamond Head Beach. È una spiaggia in po' selvaggia, amata dai locali che praticano surf e windsurf. Infatti tira molto vento e ci sono belle onde. Stiamo un po' a cazzeggiare poi torniamo in albergo.
Ci cambiamo e facciamo un giretto per il Market Place per decidere un po' i regali.
Poi cena in birreria.
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